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S.O.S.  Pagelle


                                                                                                            
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di Sandra Matteoli

Affrontare il grande tema delle verifiche e della valutazione quadrimestrale che si concretizza, nero su bianco, con la consegna della pagella, costituisce un impegno, senza dubbio, assai gravoso per chiunque. Se poi intendiamo farlo con la prospettiva del genitore le cose diventano ancora più complesse.
Chi scrive è anche mamma per cui spera di riuscire con più facilità a  rappresentare una categoria così variegata come quella dei genitori di oggi. E’ doveroso aggiungere che il  mio percorso professionale (sono una pedagogista, ex insegnante della scuola primaria) mi ha dato modo di accumulare una vasta esperienza in merito a questo argomento grazie al confronto con i tanti genitori con cui ho avuto modo di parlare in tante e diverse occasioni. Ammetto, inoltre, di aver ricevuto tanti spunti di riflessione ascoltando i commenti delle altre mamme mentre aspettavo, fuori dal cancello, che i miei figli uscissero da scuola oppure durante le chiacchiere con amici e conoscenti in cui venivano commentati i risultati scolastici dei propri figli.
Sulla base di queste premesse un primo aspetto da considerare, nel voler approfondire l’argomento che ho scelto, sono i proprio i risultati e, quindi, i voti. Nella maggior parte dei casi, se questi sono buoni e corrispondono alle aspettative dei genitori, il problema non si pone. Può accadere che, anche con risultati ottimali, i genitori non siano del tutto soddisfatti perchè vorrebbero ancora di più e non ritengono la scuola all’altezza delle capacità e delle potenzialità di loro figlio... A  mio parere, si tratta, comunque, di situazioni abbastanza rare che proveremo ad approfondire in futuro.
Quando, invece, i risultati non sono adeguati o non abbastanza buoni il problema si pone e, talvolta, questo avviene in maniera così eclatante da scatenare, da parte dei genitori, delle reazioni così forti che ne apprendiamo l’esistenza dalle notizie di cronaca. Purtroppo capita ormai con una certa frequenza che un genitore reagisca al voto insufficiente aggredendo l’insegnante   (e non solo verbalmente), mettendone in discussione le competenze professionali  e ricorrendo al giudizio del capo di istituto. Naturalmente ogni reazione che va al di là delle regole di convivenza civile non è mai pienamente comprensibile o ancor meno giustificabile. Dal nostro punto di vista è importante riflettere su alcuni aspetti che possono aiutarci, come genitori, ad affrontare un momento così delicato nella crescita di nostro figlio, cercando di andare oltre il nostro stato d’animo per poter agire senza perdere di vista la cosa più importante e cioè come aiutare nostro figlio a migliorare il proprio percorso di apprendimento e di crescita personale.
La prima cosa da fare è interrogarsi su noi stessi, sul nostro percorso scolastico e sul rapporto che abbiamo avuto con la scuola e con l’apprendimento, su come abbiamo proiettato questo su nostro figlio.
Il secondo passo è riflettere su come questo stia influenzando il nostro modo di essere genitori in rapporto alla scuola e a nostro figlio come “scolaro”.
Prima di parlare con nostro figlio e di agire proviamo a metterci nei suoi panni, a capire che cosa sta provando e quale influenza possono avere su di lui le nostre parole e le nostre azioni verso i suoi insegnanti.
Successivamente fermiamoci a riflettere sulle caratteristiche di nostro figlio e cerchiamo di scoprire che tipo di allievo è, che cosa lo mette in difficoltà, che cosa, invece, può facilitarlo... Quest’ultimo passo per alcuni è il più difficile perchè  occorre chiedere aiuto alle uniche persone che lavorano con lui ogni giorno, che hanno condiviso i suoi insuccessi e hanno provato ad aiutarlo. Sto proprio parlando degli insegnanti, di coloro che possono essere ritenuti colpevoli dell’insuccesso e con i quali a volte non vorremmo più avere a che fare. In realtà  sono proprio gli insegnanti che, essendo preparati professionalmente e meno coinvolti emotivamente, sono in grado di osservare e, appunto, valutare oggettivamente il percorso compiuto da nostro figlio.
Ecco che il confronto sereno con loro può costituire la base da cui partire perchè la valutazione diventi davvero formativa ed evolutiva nel senso che ci aiuta a formarci, a crescere, ad andare avanti in base alle nostre possibilità.
A questo punto è necessario allearsi e stabilire, nel rispetto dei ruoli  e delle specifiche responsabilità di ciascuno, come concretamente possiamo aiutare il bambino ad andare avanti con la logica dei piccoli passi.


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