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Mary Poppins: riscoprire il ruolo genitoriale con un pizzico di magia.


                                                                                                            
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di Maria Cristina Valle


La recente uscita del film “Savings Mr. Banks” (liberamente ispirato alla vita della scrittrice Pamela Lyndon Travers) ha riportato all’attualità “Mary Poppins” la bambinaia più famosa del mondo (ideata e narrata proprio dalla Travers), protagonista della pellicola omonima uscita nel 1964. A mezzo secolo di distanza, questo personaggio ci ripropone significati e riflessioni che risultano ancor più forti e attuali. Le vicende narrate si svolgono a Londra, nel 1910 e hanno come protagonisti i membri di una tipica famiglia benestante dell’epoca: il signor Banks, impiegato in banca, sua moglie, coinvolta in varie organizzazioni attive per il riconoscimento dei diritti delle donne, e due bambini, Jane e Michael. I due bambini passano da una tata all’altra senza che nessuna riesca a farsi obbedire e  a educarli come vorrebbero i loro genitori. Quest’ultimi, d’altra parte, hanno delegato completamente tutto ciò che riguarda i loro figli dai quali restano puntualmente delusi. Il film inizia con la fuga dell’ultima tata, distrutta dai due terribili bambini, sfuggiti al suo controllo durante una passeggiata nel parco- Proprio la ricerca di una nuova sostituta dà inizio a una serie di vicende straordinarie. Mary Poppins arriva portata dal vento e diventa la loro nuova tata grazie a vari artifici che ne dimostrano subito le doti poco “reali”. Ha la giusta quantità di disciplina, divertimento e magia per tenere a bada i due bambini, insegnare loro le regole del vivere quotidiano e il gusto della vita. Mary si definisce “praticamente perfetta”, si dedica ai due bambini con impegno e attenzione, ne riconosce pregi e difetti e cerca di aiutarli a crescere. Tutte le bizze ed i capricci dei due bambini spariscono improvvisamente perché finalmente ricevono un po’ di attenzione da un adulto dopo che avevano, invano, cercato di ottenerla dai loro genitori. Mary Poppins pian piano attira l’attenzione agli adulti, persi nei loro mille problemi e nelle distrazioni della vita. Alla fine se ne andrà lasciando i piccoli che, per la prima volta, giocano con i loro genitori, finalmente attenti e partecipi, pronti a trascorrere del tempo con i loro figli apprezzandone in pieno la validità.
Il film invia un forte messaggio sulla famiglia, non tanto per l’importanza e la necessità di averne una che offra il necessario sostentamento, ma soprattutto per la qualità del tempo che si trascorre insieme, per il coinvolgimento di tutti nel vivere nuove esperienze che accrescono, cambiano e segnano il nostro futuro. Si ristabilisce così una giusta scala di valori per le cose: l’affetto e l’amore vengono prima di tutto e si possono dimostrare anche attraverso piccole cose come la celebre scena del film dei due penny da donare di cuore.
Questo film vinse ben 5 premi oscar ed il suo successo sembra non esaurirsi mai tanto che in occasione del 40° anniversario la pellicola è stata completamente restaurata in digitale. Probabilmente la ragione di questo successo senza tempo risiede nel messaggio fondamentale relativo al rapporto genitoriale con i figli e alla necessità di una presa di coscienza da parte degli adulti.

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