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Nuove modalità di scrutinio nella scuola: la pagella elettronica


                                                                                                            
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di Elisabetta Formaggi

Che l’innovazione fosse nell’aria, lo sapevamo da tempo: è  molto che si parla dell’uso nella Scuola Italiana di nuove tecnologie ad uso degli operatori (docenti, personale ATA) e dei consumatori  (studenti e genitori). Già nel 2009 alcuni Istituti, soprattutto le scuole secondarie hanno sostituito il registro personale dei docenti con un più comodo format, il registro elettronico appunto, che spazza d’un colpo decenni di comunicazioni cartacee scuola- famiglia per divenire il nuovo modo di comunicare, sicuramente più efficiente e  meno costoso per le amministrazioni pubbliche. Un  cambiamento  non solo   rivolto   agli aspetti della comunicazione e dei servizi amministrativi della scuola ma anche alla didattica perchè tutto diviene più semplice: trasferire voti, informazioni e giudizi riguardo le interrogazioni e i compiti svolti e tutto è più semplice da ritrovare anche a distanza di tempo.  Niente sarà più affidato alla memoria, seppure sempre molto efficiente dell’insegnante, ma ai milioni di chip telematici che gestiscono  con padronanza invidiabile i tanti dati raccolti e puntuali li rimandano  al docente in qualsiasi momento per un quadro d’insieme preciso dell’alunno così da darne altrettanta puntuale comunicazione ai genitori. La vita scolastica dei ragazzi sarà pienamente rilevata e documentata con il vantaggio di mantenere nel tempo un contatto continuo con le famiglie.   
Con il decreto legge n. 95/2012 contenente “Disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica”, convertito dalla legge n. 135/2012, viene dato un ulteriore impulso a questo processo di dematerializzazione  con l’estensione nelle scuole di ogni ordine e grado delle innovazioni tecnologiche, quindi con l’ampliamento delle stesse ad altre attività importanti come le prossime iscrizioni da effettuare solo in modalità on line e lo scrutinio elettronico con pagella telematica.
  L’innovazione rappresenta certamente un grande passo in avanti, anche se ogni medaglia ha sempre il suo rovescio, questa volta abbastanza prevedibile, di una tecnologia non sempre così facilmente fruibile da tutti vuoi perché necessita di una più generale ed efficiente organizzazione telematica alle spalle, vuoi perché non tutti, a partire dai docenti stessi sono così capaci ancora di gestire file, internet ecc. Eh già, chi frequenta come la sottoscritta i corridoi scolastici, certamente ha davanti agli occhi tutta una generazione di docenti che ha molta più dimestichezza con la penna e la carta che con il computer, anzi preferisce passare ore e ore a scrivere programmazioni e giudizi cartacei fiera  e compiaciuta di non essere “succube” del Pc, orgogliosa della propria scrittura  e che guarda con una sorta di disprezzo a quella macchina più veloce, sicuramente,ma fredda e distaccata che non può trasmettere la calda passionalità di un giudizio scritto a penna.   Ma da quest’anno il Ministero della Pubblica istruzione ha avviato il processo di rinnovamento tecnologico tout court a cui docenti e genitori dovranno abituarsi: si parte appunto con lo scrutinio elettronico  sia di fine quadrimestre che finale.  Sono già state date indicazioni dal Ministero alle ditte appaltatrici che avranno il compito di garantire alle scuole la funzionalità  dei sistemi operativi e indicazioni alle scuole perché formino i docenti all’uso e all’acquisizione delle modalità di svolgimento degli scrutini.  Non poche le perplessità che una tale operazione suscita: anzitutto l’efficienza del sistema telematico in momenti come quelli degli scrutini, nei quali è fondamentale che tutto funzioni, ma fa pensare anche che  da ora in poi non vi saranno più discussioni in sede di scrutinio riguardo a un cinque da dare piuttosto che un sei e/o viceversa: i voti di ogni disciplina dovranno essere comunicati prima al docente coordinatore che li inserirà poi nel registro e se cinque dovrà essere, lo sarà.  Solo nello scrutinio finale, gli insegnanti potranno ancora discutere la valutazione da dare prima che questa sia inserita definitivamente nella pagella elettronica per ovvi motivi legati alla decisione di bocciare o meno l’alunno.
Altra perplessità riguarda il giudizio che nelle schede devono dare gli insegnanti della Scuola Primaria. Lo scrutinio elettronico esimerà  i docenti dallo sforzo di scrivere giudizi il più aderenti possibile alla situazione dell’alunno dando piuttosto la possibilità di assemblare frasi precostruite per la gioia dei cultori del “copia e incolla”. Insomma ci saranno da cambiare un po’ di cose e un po’ di sano scetticismo che accompagna sempre l’avvio di ogni cambiamento non guasta, anche se è fuor di dubbio che il rinnovamento  porterà indubbi benefici non solo a livello di costi ( e in momenti del genere non è poco), ma anche di risparmio di milioni di chili di carta con un impatto più che positivo sull’ambiente.
I docenti, anche quelli più restii, si abitueranno con il tempo ad apprezzare le gioie dell’elettronica e forse vorranno  usufruirne in seguito sempre di più, imparando ad utilizzare altre tecnologie, già presenti nella scuola, ma non così diffuse, come videoproiettori, lavagne LIM per realizzare che si può fare didattica anche in modi nuovi e in molti casi, più efficaci per l’apprendimento dei nostri ragazzi.  I genitori avranno finalmente la possibilità di essere informati senza dover prendere giorni di lavoro per recarsi ai colloqui o fare lunghe e snervanti file di attesa  per parlare con i docenti, specie nei pomeriggi così caotici dei colloqui generali. Ma vuoi mettere il colloquio faccia a faccia nel quale entrambe le parti, gli insegnanti che  i genitori potevano capire tante cose gli uni degli altri solo guardandosi direttamente negli occhi?


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